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Il design indiano arriva alla Triennale di Milano

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La mostra si chiama New Idian Designscape  allestito nel MINI&Triennale Creativeset del Design Museum della Triennale di Milano e porta, per una delle prime volte, il design e il made in india in una mostra europea. Idea parte parte da Simona Romano, che cura personalmente la mostra, e da Avnish Mehta, con un allestimento di Kavita Singh Kale. Partendo proprio da questo spazio dedicato all’India, abbiamo l’impressione dello scheletro di un edificio non finito che coincide perfettamente con l’immagine di questo Paese come una realtà in continuo divenire, un fondersi perpetuo tra innovazione e tradizione che il filo conduttore dell’intera mostra. Ma L’india non pretende di arrivare subito con opere mastodontiche ed elaboratissime,  tutt’altro. Come propone la mostra stessa, il futuro del made in India sembra essere nelle piccole produzioni artigianali di grande inventiva ma di tradizione semplice come: la lavatrice a pedali ( che vuole proporre una soluzione al frequente problema dei black-out ) o la bicicletta in bambù o la cesta per i pesi da spalla sempre in bambù, insomma il cosiddetto barefoot design che aiuterebbe a rivalutare il lavoro degli artigiani locali, ingegnerizzando le soluzioni nate dai villaggi aiutando le piccole e povere economie locali. E sembra proprio questa la via giusta per un Paese che, grazie alla sua qualità per mano d’opera e produzione artigianale, può contare solo su se stesso.

L'interno del New Indian Designscape

L’interno del New Indian Designscape

La Bambike è la prima bici in bambù Disegnata da Vijay Sharma, più un set da tavola interamente prodotto da artigiani locali

La Bambike è la prima bici in bambù Disegnata da Vijay Sharma, più un set da tavola interamente prodotto da artigiani locali

...E in cuscino pavimento e l'orologio Spire

…E in cuscino pavimento e l’orologio Spire

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Tomàs Saraceno porta il suo genio a Milano

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Hangar Bicocca di Milano sta ospitando l’opera dell’artista argentino Tomàs Saraceno; istallata dal 25 ottobre al 3 frebbraio ha fin’ora ospitato il numero impressionante di 70.000 persone tra curiosi, esperti e media. L’opera in questione è la On Space Time Foam, una grande installazione, la cui esposizione è sostenuta da Pirelli,  che concentra la linea utopistica tipica dell’arte di Saraceno. La struttura è composta da:  una membrana spessa e trasparente, morbida e fluttuante, che si è invitati a percorrere, dimenticando le normali percezioni di spazio e tempo, e che è sensibile e si modifica ad ogni minimo movimento, anche a quello del respiro, sospesa a 24 metri di altezza per una superficie di circa 1200 mq. L’artista da anni, grazie anche a studi scientifici, porta avanti una ricerca sulla creazione di sistemi volanti, dei mondi sospesi nell’aria, fluttuanti dove, un giorno, sarà possibile abitare; ispirandosi ad architetti ed intellettuali come: Buckminster Füller, Yona Friedman, Frei Otto e Bruno Munari e cercando idee anche nella matematica e nella fisica quantistica; in modo da creare costruzioni che riflettono sullo spazio, sul concetto di comunità e libertà. La conclusione di questi studi e di queste idee ha portato alla costruzione di uno spazio architettonico utopico che trasforma lo spazio, un esperimento di psicologia sociale, un’idea per il futuro.

Veduta da basso

Veduta da basso

veduta da vicino

veduta da vicino