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Il design indiano arriva alla Triennale di Milano

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La mostra si chiama New Idian Designscape  allestito nel MINI&Triennale Creativeset del Design Museum della Triennale di Milano e porta, per una delle prime volte, il design e il made in india in una mostra europea. Idea parte parte da Simona Romano, che cura personalmente la mostra, e da Avnish Mehta, con un allestimento di Kavita Singh Kale. Partendo proprio da questo spazio dedicato all’India, abbiamo l’impressione dello scheletro di un edificio non finito che coincide perfettamente con l’immagine di questo Paese come una realtà in continuo divenire, un fondersi perpetuo tra innovazione e tradizione che il filo conduttore dell’intera mostra. Ma L’india non pretende di arrivare subito con opere mastodontiche ed elaboratissime,  tutt’altro. Come propone la mostra stessa, il futuro del made in India sembra essere nelle piccole produzioni artigianali di grande inventiva ma di tradizione semplice come: la lavatrice a pedali ( che vuole proporre una soluzione al frequente problema dei black-out ) o la bicicletta in bambù o la cesta per i pesi da spalla sempre in bambù, insomma il cosiddetto barefoot design che aiuterebbe a rivalutare il lavoro degli artigiani locali, ingegnerizzando le soluzioni nate dai villaggi aiutando le piccole e povere economie locali. E sembra proprio questa la via giusta per un Paese che, grazie alla sua qualità per mano d’opera e produzione artigianale, può contare solo su se stesso.

L'interno del New Indian Designscape

L’interno del New Indian Designscape

La Bambike è la prima bici in bambù Disegnata da Vijay Sharma, più un set da tavola interamente prodotto da artigiani locali

La Bambike è la prima bici in bambù Disegnata da Vijay Sharma, più un set da tavola interamente prodotto da artigiani locali

...E in cuscino pavimento e l'orologio Spire

…E in cuscino pavimento e l’orologio Spire

Da chiesa a opera d’arte dal gusto pop

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Nel 2012 l’artista Alex Hense Brewer è stato commissionato per convertire una chiesa in stile inglese in una colorata e “vibrante” opera d’arte contemporanea, oserei definire in stile pop anni 60, quasi a ricordare un CD dei Beatles; con i suoi colori sgargianti che si sovrappongono creando giochi di forme e sfumature cromatiche.  Situato a 700 Delawere Avenue, nel centro storico di DC.   Il rendere attuale questa chiesa e di darle questa nuova vita è nata dall’idea di trasformare il quartiere in una zona della città dedicato agli artisti locali e non solo. L’artista Alex Brewer è stata la scelta migliore, riferisce il sindaco, perchè già in sue opere precedenti si è vista la sua capacità di ri-adattare opere abbandonate e deteriorate in luoghi nuovi e sempre diversi dalla loro origini. La ex chiesa è stata già da un investitore di Altanta che ha intenzione di trasformare la struttura in un museo d’arte che, la critica locale, definisce già definisce il luogo sacro per gli artisti del sud

La chiesa prima dell'intervento

La chiesa prima dell’intervento 

 

La chiesa dopo !

La chiesa dopo !

 

L'artista: Alex Hense Brewer

L’artista: Alex Hense Brewer

 

 

 

 

Tomàs Saraceno porta il suo genio a Milano

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Hangar Bicocca di Milano sta ospitando l’opera dell’artista argentino Tomàs Saraceno; istallata dal 25 ottobre al 3 frebbraio ha fin’ora ospitato il numero impressionante di 70.000 persone tra curiosi, esperti e media. L’opera in questione è la On Space Time Foam, una grande installazione, la cui esposizione è sostenuta da Pirelli,  che concentra la linea utopistica tipica dell’arte di Saraceno. La struttura è composta da:  una membrana spessa e trasparente, morbida e fluttuante, che si è invitati a percorrere, dimenticando le normali percezioni di spazio e tempo, e che è sensibile e si modifica ad ogni minimo movimento, anche a quello del respiro, sospesa a 24 metri di altezza per una superficie di circa 1200 mq. L’artista da anni, grazie anche a studi scientifici, porta avanti una ricerca sulla creazione di sistemi volanti, dei mondi sospesi nell’aria, fluttuanti dove, un giorno, sarà possibile abitare; ispirandosi ad architetti ed intellettuali come: Buckminster Füller, Yona Friedman, Frei Otto e Bruno Munari e cercando idee anche nella matematica e nella fisica quantistica; in modo da creare costruzioni che riflettono sullo spazio, sul concetto di comunità e libertà. La conclusione di questi studi e di queste idee ha portato alla costruzione di uno spazio architettonico utopico che trasforma lo spazio, un esperimento di psicologia sociale, un’idea per il futuro.

Veduta da basso

Veduta da basso

veduta da vicino

veduta da vicino

Pasolini al MoMA

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pasolini

Il MoMA PS1 Di New York con la collaborazione di Luce Cinecittà Fondo Pier Paolo Pasolini/Cineteca di Bologna celebreranno la memoria di uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo. La rassegna durerà dal 13 Dicembre 2012 al 5 Gennaio 2013. In queste giornate, in onore dell’artista scomparso in circostante ancora misteriose, verranno a susseguirsi eventi di varia entità, come: Rassegna di alcuni suoi film, in versione HD, come L’accattone, Mamma Roma e Le storie di Canterbury, conferenze e dibattiti presso la New York University, una selezione di disegni, dipinti e poesie di Pasolini e appartenuti al personaggio esposti al Location One e alcuni seminari di varie associazioni italiane che hanno raccolto nuova documentazione sulla vita dell’acculturato bolognese. La notizia a reso fieri e commossi molti amanti del poeta, regista, sceneggiatore e tanto altro…che subito si sono messi in attivo per contribuire al meglio all’evento, regalando così, al grande autore, una nuova occasione per essere ricordato come Genio e non per l’infamie sulla sua persona.

L’Italia di Le Corbusier …e non solo.

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“Ammirare le opere e il genio di un’artista dal vivo e sempre un’esperienza diversa e superiore, rispetto al semplice studio fatto su un libro.” Questo è stato il pensiero e l’opinione dei presenti alla mostra, tenutasi al  MAXXI ( Museo Nazionale delle ari del XXI secolo ), su Le Corbusier .Oltre 600 disegni, schizzi, acquerelli, dipinti e fotografie originali per una esposizione che, seguendo un filo tematico e cronologico, documenta le molteplici influenze che l’Italia ha avuto sulla formazione e sul lavoro del maestro: dai primi viaggi agli inizi del Novecento ai progetti, mai realizzati, per il Centro Calcolo Olivetti di Rho e per l’Ospedale di Venezia degli anni Sessanta,  alle proposte “Dom-ino” per l’Italia  che hanno aiutato a comprendere meglio chi fosse Charles-Edouard Jeanneret, conosciuto come Le Corbusier dal 1920. Inoltre è possibile ammirare  i sei grandi fogli con disegni schizzati durante la conferenza di Milano nel giugno 1934 a documentare la  complessa formazione “italiana” dell’architetto. ( tema principale della mostra) L’occasione è stata anche utile per poter ammirare anche le altre opere presenti e il museo stesso, progettato da Zaha Hadid dopo non poche difficoltà. 

La mostra continuerà fino al 17 Frebbraio, consiglio a tutti di approfittarne sia per approfondire che per iniziare un viaggio dal vivo nel mondo di questo Celebre Architetto.LE-CORBUSIER-AL-MAXXI_2
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